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repubblica delle banane
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 Oggetto del messaggio: Re: Marco Crespi
MessaggioInviato: 01/04/2018, 15:35 
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Iscritto il: 06/10/2011, 20:37
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Per correttezza sarebbe giusto dire che nemmeno tutte le storie di Buffa fossero di prima mano. Solo che noi non lo sapevamo.

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E' arrivato il piccolo Vermozzo. Amedeo saluta tutto il forum.

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 Oggetto del messaggio: Re: Marco Crespi
MessaggioInviato: 01/04/2018, 17:40 
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Ma certo. Neanche quelle che racconta adesso. Ma almeno almeno, lui era bravo a raccontarle...


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 Oggetto del messaggio: Re: Marco Crespi
MessaggioInviato: 01/04/2018, 19:41 
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ma se non le sapevamo (e non le sapevamo), erano sì di prima mano.
per noi.
a cui le raccontava.

O no? :boh:

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gabhorror ha scritto:
Dopo ti rispondo, testa di cazzo.


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 Oggetto del messaggio: Re: Marco Crespi
MessaggioInviato: 01/04/2018, 20:12 
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mhhhhh

i buffa racconta imho hanno efficacia anche nei pezzi in cui vengono narrate storie di cui si sa tutto o quasi

almeno x me è stato così

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 Oggetto del messaggio: Re: Marco Crespi
MessaggioInviato: 01/04/2018, 20:32 
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Era per sottolineare che ne avevamo una percezione diversa. Più da fan che da “critici”.

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 Oggetto del messaggio: Re: Marco Crespi
MessaggioInviato: 01/04/2018, 22:26 
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D'accordo. Ma prima era più difficile avere certe notizie. Che Pessina mi racconti di come Gerald Green si è fatto saltare l'anulare all'HS magari raccontato 10 anni fa faceva un effetto diverso. Però, come ha detto anche qualcun altro, Buffa mi piaceva pure quando raccontava storie che sapevo...

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 Oggetto del messaggio: Re: Marco Crespi
MessaggioInviato: 26/11/2018, 18:29 
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Iscritto il: 03/10/2011, 16:30
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Crespi e la gestione dello spogliatoio... Ci risiamo.
Davvero piace a qualcuno questo?

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 Oggetto del messaggio: Re: Marco Crespi
MessaggioInviato: 26/11/2018, 18:35 
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A me fa ghignare quando impazzisce (tipo col ritual di DeAndre Jordan ai liberi... ha parlato! ha parlato! allora segna... :asd: ), ma come spalla tecnica trovo molto più chiari e orecchiabili Bevacqua, Vismara, arrivo a dire Soragna...

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gabhorror ha scritto:
Dopo ti rispondo, testa di cazzo.


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 Oggetto del messaggio: Re: Marco Crespi
MessaggioInviato: 27/11/2018, 15:14 
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Iscritto il: 04/10/2011, 14:42
Messaggi: 5039
Hansel ha scritto:
Crespi e la gestione dello spogliatoio... Ci risiamo.
Davvero piace a qualcuno questo?


Letta per come l'ho letta, veramente una brutta pagina. Però non ne so nulla, se non quel che ho visto dalla lettera della Passari che è stata pubblicata, se non erro, da Sportando.

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 Oggetto del messaggio: Re: Marco Crespi
MessaggioInviato: 27/11/2018, 16:58 
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Che è successo??


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 Oggetto del messaggio: Re: Marco Crespi
MessaggioInviato: 27/11/2018, 17:06 
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La lettera della Passari secondo me è abbastanza pretestuosa. Solo solo il semplice fatto che arrivare ad accostare la "violenza" subita da Masciadri non entrata e le sfuriate alle giocatrici come una "violenza sulle donne", nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne....beh, mi pare una grossa forzatura.... (anche perchè allora ci sono un bel po' di allenatori in ambito femminile che non dovrebbero avvicinarsi al campo sulla stessa base...forse)

Tutto il caso Masciadri creato è frutto di un pessimo fraintendimento generale e una gestione di PR rivedibile da tutte le parti coinvolte (coach, Federazione, etc.) che purtroppo offusca quello che Crespi sta facendo di buono per il movimento con progetti diversi, molto coinvolgimento in prima linea, raduni e una nazionale che secondo me gioca abbastanza bene e sta trovando elementi "diversi" dal solito duo Zanda-Sottana (vedi Andrè, Penna...il lancio in azzurro di Romeo...). Con la Zanda di Slavosnki Brod e Spezia in altre edizioni di Italbasket (compreso l'esordio dell'era-Crespi a San Martino di Lupari) sarebbe finita malissimo, posto che l'intera gestione delle rotazioni con la Svezia non è stata ottimale.

E' un peccato che si parli di femminile solo per polemiche come queste che portano acqua al mulino degli anti-Crespi (altrimenti silenti da un anno considerato l'eccellente lavoro che sta facendo da un punto di vista tecnico...ma su quello non si parla, va bene odiare ma è troppo uno sforzo vedere la femminile solo per cercare la critica...), è poco rispettoso di un movimento che sta vincendo tanto a livello giovanile e che nella sua massima espressione sta crescendo e tra gli Europei del furto lettone e oggi ci ha fatto vedere una bella nazionale.

Crespi tra l'altro lucidissimo oggi sul Corriere nell'analisi a freddo di tutta la faccenda Masciadri da giugno a mercoledì scorso.

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 Oggetto del messaggio: Re: Marco Crespi
MessaggioInviato: 27/11/2018, 23:07 
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Ho letto la lettera


:erostrato:


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 Oggetto del messaggio: Re: Marco Crespi
MessaggioInviato: 27/11/2018, 23:26 
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non ho pregiudizi su crespi e ho letto solo l'articolo del corriere con stralci della lettera

FOLLIA

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 Oggetto del messaggio: Re: Marco Crespi
MessaggioInviato: 27/11/2018, 23:29 
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Ma il peggio è Petrucci che va dietro a sta polemica dell'asilo

Dai che si sono trovate il modo di fare cagare anche al prossimo europeo, al posto di arrivarci a tutto motore (cit.)


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 Oggetto del messaggio: Re: Marco Crespi
MessaggioInviato: 27/11/2018, 23:57 
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postate sta lettera per favore?

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 Oggetto del messaggio: Re: Marco Crespi
MessaggioInviato: 28/11/2018, 0:06 
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prima di presentarmi, permetta una domanda: lei che di sport se ne intende, cosa penserebbe se un calciatore, diciamo del calibro di Gigi Buffon, nel giorno del suo addio alla Nazionale, al culmine della sua forma fisica e mentale, davanti ad uno stadio gremito, fosse costretto dall’allenatore di turno a guardare tutta la partita dalla panchina, senza poter accogliere dal campo, neanche per un secondo, l’ultimo applauso del suo pubblico? Questa cosa è appena successa nel basket femminile, e nessuno, ad eccezione del Corriere della Sera, che di cuore ringrazio, ne ha parlato. Il silenzio mi pare assordante, e la cosa mi ferisce profondamente. Le scrivo perché, come forse ricorda, ho indossato per 178 volte la maglia nella Nazionale italiana di pallacanestro, anche in veste di capitana, e proprio per questo non riesco, per quanto ci abbia riflettuto, a trovare alcuna giustificazione per quello che ho visto succedere mercoledì scorso, 21 novembre, durante la partita di qualificazione ai Campionati Europei di basket femminile Italia Svezia.

Per chi, diversamente da me e da lei, mercoledì scorso non era presente alla partita, ecco i fatti.

Raffaella Masciadri, la Capitana della Nazionale per antonomasia, si appresta a giocare la sua ultima partita con la maglia azzurra. Mascia – così la chiamiamo tutti nell’ambiente – ha onorato quella maglia per ben 17 anni. Ha un palmares formidabile, per il basket è molto di più di Gigi Buffon per il calcio: 193 presenze in Nazionale, 14 scudetti, 9 Coppe Italia, 13 Supercoppe italiane, una EuroCup Women, una medaglia d’oro e una d’argento ai Giochi del Mediterraneo, un argento alle Universiadi.

Insomma, un mito. Un’atleta simbolo, a cui le giocatrici accorse da tutta Italia per festeggiarla guardano come modello di comportamento ed esempio da seguire, dentro e fuori dal campo. Mascia, infatti, è anche una delle poche sportive d’élite che ha una laurea, e per evidenti meriti sportivi è Presidente della Commissione Atleti del Coni, oltre a far parte anche del direttivo dell’Associazione Giocatori.

Senza possibilità d’appello, l’Italia dovrà battere la Svezia per esser certa di andare agli Europei 2019. La partita inizia. Mascia non entra in quintetto. Non entra neanche quando l’Italia è avanti di 23 punti. Perché? Non è, come sanno tutti, la sua festa? Non ha forse il diritto di bagnare di sudore per l’ultima volta la maglia della Nazionale?

Per tutta la partita, l’allenatore azzurro Marco Crespi, davanti alle telecamere della diretta tv, ad ogni errore delle nostre, esplode in gesti furiosi, balza in campo mentre il gioco è in corso pur essendo contro il regolamento, si gela in calme improvvise per poi tornare a trascendere, pronunciando rivolto alla nostra panchina insulti irripetibili, come aspettandosi un’approvazione che, per fortuna, da nessuno della panchina gli arriva mai. Un comportamento, questo, che in quel momento, nella vetrina più prestigiosa del basket femminile nazionale ed europeo, mi umilia come se ci fossi io, in campo. Allora, all’improvviso, mi tornano alla mente certiallenatori che ho avuto, la violenza verbale fitta di insulti a sfondo sessuale di cui io e le altre eravamo succube, il pugno in testa che ricevette una mia compagna di squadra durante un time out per un tagliafuori mal fatto, il calcio nel sedere che solleva da terra il corpo minuto del mio playmaker perché aveva sbagliato uno schema, gesti mai sanzionati dai presidenti, a cui non potevamo ribellarci pena l’esclusione dalla squadra, ritenuti normali da tutti, perché “con le donne ci vuole polso”, si diceva, lo sento dire ancor oggi, come se la bravura tecnica di certi allenatori potesse sdoganare qualsiasi gesto, qualsiasi parolaccia, come se noi giocatrici ne avessimo in fondo bisogno, di tutto questo, per dare in campo il meglio di noi.

E Mascia non entra neanche quando la Svezia arriva a - 2. In campo, le sue compagne hanno perso lucidità, è il momento in cui la sua esperienza, il suo carisma e la sua motivazione servirebbero come il pane. Ma anche in questo frangente, Crespi decide di ignorarla.

Tutto il pubblico, allora, inizia ad invocare Mascia a gran voce. Mi unisco ai cori. La vogliamo in campo. Di cosa la crede incapace, adesso, il suo allenatore? Dopo averne tessuto le lodi, teme forse che improvvisamente non sia più all’altezza e gli faccia perdere la partita? Sono incredula, i minuti passano inesorabili, la squadra soffre, uno dei tre arbitri donna ingiunge a Crespi di smettere di dare in escandescenze e assumere un comportamento consono. Finché, a + 6 per l’Italia, ecco l’ultima occasione per onorare Mascia, per farle prendere la standing ovation dal campo.

Time out, pochi secondi alla fine, il risultato è ormai in tasca, impossibile perdere la partita. Vedo Mascia senza più la sopramaglia chiamare per nome Crespi. Vuole entrare, lo esige dal suo allenatore, ne ha tutto il diritto, chi se non lei? Ma lui, così come già pochi attimi prima aveva ignorato il pubblico e il proprio vice che gli suggeriva di far entrare Mascia, stavolta ignora anche lei. Con 6 punti di vantaggio, senza più rischi per il risultato, la lascia lì, a vivere dalla panchina gli ultimi struggenti attimi della sua splendida carriera in Nazionale. Perché?

Ora, Presidente, visto che, come me, lei era presente alla partita, mi risponda: c’è una spiegazione che non conosco per tutto questo? C’è qualcosa, di cui solo lei è al corrente, che possa giustificare ciò che a me e ai tanti giovani venuti per far festa è sembrata una macroscopica indelicatezza? Glielo chiedo perché so cosa si prova ad essere al termine di una lunga carriera sportiva, so cosa vuol dire strapparsi di dosso per sempre un pezzo ancora vivo di sé e aspettare invano dagli altri gesti che non arrivano, atti magari anche piccoli, certo, ma più preziosi di mille parole, che servano a lenire in qualche modo quell’enorme ferita. Non sapere perché non sono arrivati, quei gesti, può mettere addosso rabbia e tristezza, e condannare ad una cicatrizzazione lenta. Molto lenta. Qualora, però, non ci fosse alcuna ragione per ciò che è successo, o meglio, alcuna ragione che possa sembrare ragionevolmente sensata, se è vero che, come ho visto, non era volontà della Capitana rimanere tutta la partita in panchina, allora le chiedo sin d’ora di porre rimedio a questo grossolano errore, nei modi che il rispetto di questa grande atleta impone a chi come lei ricopre un ruolo così importante.

Oggi è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, ma la violenza, è bene ricordarlo, è anche quella verbale, quella che urla umiliando. Ed è anche l’indifferenza deliberata di chi, ricoprendo un ruolo di potere, disattende diritti che a volte non sono normati, ma che non per questo possono essere ignorati. Compreso, secondo me, il diritto di scendere in campo anche solo per un secondo nell’ultima partita in azzurro della propria lunghissima, vincente carriera. Attendo fiduciosa una sua risposta.

Cordiali saluti,

se ha problemi con crespi li vada a risolvere in spogliatoio. l'apertura e la chiusura sono imbarazzanti

qui la replica

«Provo amarezza», spiega Crespi per telefono. «Penso di essere stato trasparente e leale con Raffaella Masciadri da subito, da quando mi ha chiamato a giugno per dirmi che era senza squadra e io le diedi massima disponibilità al fatto che per rispetto a un impegno preso verso le partite di qualificazione all’Europeo avrebbe sicuramente indossato una delle dodici maglie. Sempre allora, con la massima franchezza, aggiunsi che nel caso di qualificazione non sarebbe più rientrata nel programma». Mercoledì, però, le cose sono andate come neppure Crespi aveva in mente. «L’obiettivo chiaro era qualificarsi e qualificarsi come primi, questa era la cosa più importante al di là di Masciadri. Nella mia testa avevo immaginato di farla entrare all’inizio del quarto tempo, sperando che facesse canestro, per poi toglierla. Ma tutto il vantaggio conquistato all’inizio, dove avevamo dominato tatticamente e intellettualmente, lo abbiamo perso dopo e bisognava rimontare. A sedici secondi dalla fine, non a cinque, ho guardato i miei assistenti, Giovanni Lucchesi e Cinzia Zanotti. Lui mi ha detto: “Possiamo mettere Masciadri”. Lei ha fatto una faccia come a dire: “Ma no, cosa la fai entrare adesso?”. Ho pensato che fosse irrispettoso e ho sbagliato, perché invece ci teneva».

Nessun sessismo
Respinge con fermezza, invece, la domanda se avesse tenuto lo stesso comportamento con un giocatore maschio. «La trovo offensiva verso le donne». La lettera di Stefania Passaro a Petrucci, in realtà, non la rende così inverosimile. «Non voglio replicare a Passaro. Quello che so è che da quando ho cominciato ad allenare le donne, il mio unico parametro è stato cercare di avere con tutte un rapporto emotivo, personale, tecnico individuale, così come succede con i maschi».

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 Oggetto del messaggio: Re: Marco Crespi
MessaggioInviato: 28/11/2018, 0:26 
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boole ha scritto:
Ma il peggio è Petrucci che va dietro a sta polemica dell'asilo

Dai che si sono trovate il modo di fare cagare anche al prossimo europeo, al posto di arrivarci a tutto motore (cit.)

Palesemente in difficoltà anche per la posizione "politica" di Masciadri IMO.

Lo scorso europeo dell'Italia comunque, pound by pound (squadra troppo piccola e povera di talento) è stata la miglior competizione giocata da una nostra nazionale senior, donne e uomini, nell'ultimo quinquennio. Far cagare proprio no, ricordiamo che almeno loro, non fosse stato per lo scippo lettone, si sarebbero qualificate al Mondiale dall'Europeo, cosa che i maschi non fanno dal '98.

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Ultima modifica di W&G il 28/11/2018, 0:28, modificato 2 volte in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Marco Crespi
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 Oggetto del messaggio: Re: Marco Crespi
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Polemica ridicola. Peppe, so che ti tocca in prima persona, ma il basket femminile è una roba talmente brutta che è anche comprensibile che non freghi un tubo a nessuno....

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 Oggetto del messaggio: Re: Marco Crespi
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