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repubblica delle banane
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 Oggetto del messaggio: Violenza sessuale
MessaggioInviato: 03/10/2017, 9:47 
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La situazione sta sfuggendo di mano.


http://27esimaora.corriere.it/17_ottobr ... f94c.shtml


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 Oggetto del messaggio: Re: Violenza sessuale
MessaggioInviato: 04/10/2017, 16:02 
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Riassunto delle puntate precedenti


Giusi Fasano per il Corriere della Sera

Cronache da un processo alle vittime. Com' era vestita? Leggins trasparenti? Maglietta attillata? Scollatura provocante? Magari aveva una minigonna inguinale... Subire una violenza sessuale e sentirsi sotto accusa - nel 2017 - per quel presunto «concorso di colpa» figlio di vecchi stereotipi duri a morire. Succede ancora, quasi quarant' anni dopo il « Processo per stupro » che la Rai mise in onda nel 1979. Erano scene da una vera aula di giustizia dove la violentata finì idealmente sul banco degli imputati perché, dissero gli avvocati degli stupratori, non era «di buoni costumi» e di sicuro, giurarono, aveva le sue colpe in quella brutta vicenda.
Non era chiaro, e non lo è del tutto nemmeno oggi, che davanti a uno stupro i riflettori devono puntare la luce sul carnefice, non sulla vittima. Sulle azioni di chi prende quel che vuole senza consenso, non su chi è costretto ad assecondarlo. Ed è scoraggiante l' idea che oggi - nel 2017 - torni a galla di tanto il tanto il «te la sei cercata», poco importa se è riferito al modo di vestire o ad altro. What Were You Wearing ? Che cosa indossavi? Chiede il titolo di una mostra allestita dagli studenti dell' Università del Kansas, nel Midwest degli Stati Uniti.
Sono esposti 18 vestiti, accanto a ciascuno c' è un pannello con una storia (vera) di poche righe raccontata da una donna che ha subito abusi sessuali e che indossava un vestito proprio simile a quello, quand' è successo. La mostra, voluta dalla direttrice dell' Istituto universitario per la prevenzione e l' educazione sessuale Jen Brockman, è fatta di pantaloni, maglioni, vestiti, magliette di uso comune. Non sono i «reperti» dei casi di violenze indossati davvero dalle vittime, li hanno portati gli studenti.
Ed è proprio questo il senso del messaggio per le donne: smettete di sentirvi in colpa e di subire l' offesa di chi vi dice che ve la siete cercata per via di com' eravate vestite. Di abiti così ce ne sono in ogni casa, in ogni armadio. «T-shirt e jeans. È successo tre volte nella mia vita, con tre persone diverse. E ogni volta avevo addosso t-shirt e jeans» racconta uno dei cartelli. «Un vestitino carino. Mi è piaciuto appena l' ho visto volevo solo divertirmi quella notte (...) Mi ricordo di come strisciavo sul pavimento cercando quello stupido vestito» è la storia legata a un abitino rosso.
«Un prendisole. Mesi dopo mia madre, in piedi davanti al mio armadio, si sarebbe lamentata del fatto che non lo avevo più messo. Avevo sei anni» rivela un' ex bambina dall' infanzia violata. Le storie sono state raccolte dagli studenti che in alcuni casi hanno parlato direttamente con le vittime. Donne alle quali la sola cosa da chiedere era: come posso aiutarti?


Fay Weldon, Letters to Alice, 1984
... I know a young woman who travelled the world fomenting revolution and when she got home to her parents' house in leafy Muswell Hill complained tearfully of having been raped by five policemen on the Afghanistan border, and was met by 'well, what do you expect?' She took great exception to this, but I think I am on her parents' side. Nothing is for nothing. The world is very real, and not made up of an insubstantial web of rights and wrongs, and ins and outs, as we like to think in our leafy, decent suburbs, and it is no use being astonished -- as journalists often are -- if you join a war and are shot by real and not theoretical bullets, often by your own side. Because one cause is bad does not make the opposing cause good. It is a hard lesson, lately learned.


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 Oggetto del messaggio: Re: Violenza sessuale
MessaggioInviato: 14/10/2017, 8:43 
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Bisogna aprire il capitolo Harvey Weinstein

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Benim adım Ebruli.


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 Oggetto del messaggio: Re: Violenza sessuale
MessaggioInviato: 14/10/2017, 17:09 
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Io vorrei sapere quante ne ha coperte...


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 Oggetto del messaggio: Re: Violenza sessuale
MessaggioInviato: 14/10/2017, 22:16 
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fai schifo, peggio di lui che ha potuto far sfogare il suo pene dall'alto del suo potere

tu invece non sei un cazzo di nessuno e parli come franco trentalance

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 Oggetto del messaggio: Re: Violenza sessuale
MessaggioInviato: 15/10/2017, 0:24 
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seanma ha scritto:
fai schifo, peggio di lui che ha potuto far sfogare il suo pene dall'alto del suo potere

tu invece non sei un cazzo di nessuno e parli come franco trentalance
:deserto:


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 Oggetto del messaggio: Re: Violenza sessuale
MessaggioInviato: 15/10/2017, 10:10 
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http://www.gioia.it/magazine/firme/a532 ... nza-donne/


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 Oggetto del messaggio: Re: Violenza sessuale
MessaggioInviato: 15/10/2017, 11:03 
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guia soncini l'altro giorno ha scritto un bell'articolo, sulle fake news.

mi sembrava strano potesse imboccarne due di fila.

io vi faccio una domanda:

vi sentite male, vi si stacca il cazzo, non so, vi viene l'orchite, se x un minuto vi mettete in una prospettiva donnacentrica?

tutti questi bei discorsi alternativi sul potere e sul sesso fanno fare bella figura al tavolo del cocktail, ma il fatto resta che un uomo potente ha usato il suo cazzo per sentirsi ancora più potente. lo fanno tutti? lo faceva ava gardner? e allora? bisogna continuare a farlo?

di questo passo, con gli encolpio e le soncini al timone del pensiero, manco se ti aggrediscono per strada, sarà stupro, xchè hai goduto

vergognatevi

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 Oggetto del messaggio: Re: Violenza sessuale
MessaggioInviato: 15/10/2017, 11:46 
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Non posso posso non provare ribrezzo verso Weinstein.
Non posso provare compassione per quelle donne. Almeno per quelle di cui ho avuto notizia... Magari ci sono casi peggiori.


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 Oggetto del messaggio: Re: Violenza sessuale
MessaggioInviato: 15/10/2017, 15:27 
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Weinstein e' un viscido. A me fa ribrezzo. E' sicuramente la merda se la merita. Pero' non tutto quello che ho letto nell'articolo della Soncini e' da buttar via...

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Benim adım Ebruli.


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 Oggetto del messaggio: Re: Violenza sessuale
MessaggioInviato: 15/10/2017, 17:02 
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che palle, anche la Soncini cita la Paglia, se lo vede dHazed sono fritto :asd:


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 Oggetto del messaggio: Re: Violenza sessuale
MessaggioInviato: 15/10/2017, 19:56 
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Mi sto ripromettendo di articolare sulla vicenda, perché le reazioni sono state ben più emblematiche del fatto in sé. E fanno riflettere sul ruolo che la donna attribuisce a se stessa.


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 Oggetto del messaggio: Re: Violenza sessuale
MessaggioInviato: 15/10/2017, 21:40 
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''#quellavoltache un regista/attore italiano tirò fuori il suo pene quando avevo 16 anni nella sue roulotte mentre parlavamo del "personaggio"''. Lo scrive stasera Asia Argento su Twitter,

:koke: aperta la caccia

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Amerigo ha scritto:
andre14 ha scritto:
Vi piace Lino Banfi?

Sì, quando non fa televisione.


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 Oggetto del messaggio: Re: Violenza sessuale
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Michele Placido?


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no, quello era un testicolo. e non era una roulotte


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Intanto Harvey espulso dalla Academy


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 Oggetto del messaggio: Re: Violenza sessuale
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Domandina retorica: fosse stato finanziatore e militante repubblicano, amico dei Bush e Trump e non degli Obama e Clinton qual è/era e non dem, cosa leggeremmo in più?

Ché ha dovuto farlo Cruciani un pezzo sulla cosa, eh.

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Like most liberals, I will do anything for the working classes, anything - apart from mix with them.


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 Oggetto del messaggio: Re: Violenza sessuale
MessaggioInviato: 16/10/2017, 8:37 
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IsaiaPanduri ha scritto:
Domandina retorica: fosse stato finanziatore e militante repubblicano, amico dei Bush e Trump e non degli Obama e Clinton qual è/era e non dem, cosa leggeremmo in più?

Ché ha dovuto farlo Cruciani un pezzo sulla cosa, eh.

Risposta della Clinton a channel 4 imbarazzante

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"You know the story of General Custer talkin to a geordie private, sayin -hear..they have war drums- and the private went -thieves bastards.-"
Never high-five a rabbi

dok zivim klicacu njemu
volim te Partizane


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MessaggioInviato: 16/10/2017, 8:55 
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Tobias link?

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 Oggetto del messaggio: Re: Violenza sessuale
MessaggioInviato: 16/10/2017, 9:01 
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IsaiaPanduri ha scritto:
Domandina retorica: fosse stato finanziatore e militante repubblicano, amico dei Bush e Trump e non degli Obama e Clinton qual è/era e non dem, cosa leggeremmo in più?

Ché ha dovuto farlo Cruciani un pezzo sulla cosa, eh.


ci illumina l'eroico Zucconi di una decina di giorni fa, un vero fuoriclasse come si vede dalla chiusa di questo articolo e da altre perle (oh, W viene dal Queens come Trump!)


È morto un altro dio, nell' Olimpo di stagnola di Hollywood. Harvey Weinstein, la corpulenta incarnazione del potere maschile nel paradiso dei successi cinematografici. È stato abbattuto dalla rivolta delle donne, delle attrici come Ashley Judd e dozzine di altre che hanno denunciato il creatore di Miramax, il distributore di Oscar, il tiranno che con un cenno del capo faceva e distruggeva stelle per quel molestatore seriale che era e che lui ha ammesso di essere.
«Sono un figlio della cultura degli anni '60 e '70», ha scritto Weinstein per giustificarsi in una recalcitrante confessione dopo che il New York Times aveva pubblicato la lista di attrici, stelline, impiegate, donne che avevano subito le sue prepotenze sessuali e poi erano rimaste zitte.
Sono un figlio del tempo nel quale i "mogul", i signori degli studios consideravano la scuderia dei propri attori e attrici come proprietà personale e le donne, ma non solo le donne, conoscevano la prima legge di Hollywood: la strada per il set passa per il divano nello studio del produttore.
In un' epoca di cinematografia industrializzata, dove sono le grandi corporation anonime e non più i signori con l'accogliente divano a dominare il "business", Harvey era un anacronismo, un dinosauro resuscitato. Dalle strade di Queens - lo stesso "borgo" di New York dove è nato Donald Trump - il figlio di Max, un tagliatore di diamanti arrivato dalla Polonia, e di Mira, aveva preso con il fratello Bob la strada più lunga per arrivare al vertice del potere hollywodiano.
Aveva cominciato come organizzatore e promotore di spettacolini e distributore di filmetti che altri non volevano, costruendo una piccola fortuna finanziaria che tradusse nella casa cinematografica, in realtà sempre più agente che produttore, battezzata con i nomi dei genitori: Miramax, poi venduta alla Disney.
Un cammino ammirevole, un esemplare paradigma del "sogno americano" dalle strade di Queens al boulevard d Beverly Hills dove viveva con la prima e poi con la seconda moglie, Georgina, e i cinque figla avuti da loro, che ne avevano fatto un dio, come Meryl Streep, ricevendo un premio, lo aveva pubblicamente definito. Il suo portafoglio di produzioni, prima con la Miramax e poi con la Weinstein, è formidabile.
Comprende di tutto, spazzatura girata in poche settimane e capolavori come Pulp Fiction. Oscar come Il Paziente Inglese, ll Signore degli Anelli, Il discorso del Re, Chicago, flop come Marco Polo e hit come Django. Non c'era nessuno che fosse qualcuno a Tinseltown, nella città di stagnola, che non fosse passato per l'ufficio di Harvey.
Il suo strapotere aveva raggiunto tali livelli da aver costretto l'Accademia che assegna gli Oscar a cambiare procedura per limitare la sua influenza. Oggi, lo shock che non ha scioccato nessuno e nessuna, nel mondo del cinema. Ashley Judd e una decina di attrici sono uscite sul New York Times, puntellate da denunce giudiziarie e da transazioni per tacitarle, raccontando che il Dio era nudo.
Realmente nudo, come lui le riceveva nel proprio appartamento, spesso direttamente sotto la doccia, uno Psycho alla rovescia, invitandole a rilassarlo con non meglio precisati, ma intuibili massaggi. Weinstein ha querelato il giornale di New York per certi dettagli, ma ha dovuto ammettere la sostanza.
Si è affidato ad avvocati per difendersi e a terapisti per guarire, autosospendendosi dalla società, che non stava andando affatto bene dopo vari insuccessi. Anche se la fortuna personale di Harvey è calcolata attorno ai 150 milioni di dollari. Hollywood perdona molto, soprattutto a coloro che sanno produrre successi, e Oscar, ma la collera delle donne offese, come insegna il poeta, è un inferno dal quale difficilmente si fugge.
Weinstein è soltanto l'ultimo in ordne di tempo a sentirne la furia, dopo Bill Cosby, la amatissima star demolita dalla scoperta del suo essere un molestatore seriale, dopo Roger Ailes, il creatore della Fox, la tv più amata dall' America perbenista e ultraconservatrice, cacciato, insieme con alcuni dei suoi più roboanti anchorman, sempre per lo stesso vizio.
E, ora, un deputato repubblicano gran difensore della vita antiabortista, costretto a dimettersi per avere convinto le sue amiche incinte ad abortire, pagandole. La vendetta contro l' ipocrisia smascherata può essere implacabile. Ma non sempre. Clinton si salvò, ma almeno moralista lui non era.
E oggi a Washington regna un sovrano che di quella stessa "cultura" da spogliatoio anni '60 è un campione. L'uomo che si vantava di rimorchiare le donne allungando la mano e afferrandole per le parti intime: Donald Trump. Per un dio maschilista abbattuto, un altro sale.


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